Descrizione Progetto

Cover - Luna in Ariete - Ilaria Pilar Patassini

Project

Luna in Ariete

ILARIA PILAR PATASSINI

Project

Luna in Ariete

ILARIA PILAR PATASSINI

“Luna in Ariete” è il quarto album di inediti di Ilaria Pilar Patassini. A distanza di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo disco, la cantante mette un punto e a capo e torna mettendo in luce la sua natura autoriale, con brani che vedono al centro una vocalità più asciutta, la parola e un suono narrante, crepuscolare e nudo.

L’album, registrato in presa diretta in tre session live durante la gravidanza della cantante, vede la produzione artistica firmata dalla stessa autrice e da Federico Ferrandina, chitarrista e arrangiatore.

La genitorialità è da sempre motivo di ispirazione per ogni artista che si trovi a passarci attraverso. Nel caso di Ilaria Pilar Patassini la maternità è arrivata quando già la registrazione dell’album era stata pianificata, la cantautrice ha deciso quindi di mettere la gravidanza all’interno del disco quale fil rouge di un percorso visivo che rende parte del progetto dell’album un vero e proprio concept.

La liricità è intima e tagliente, danzante e assertiva. Gli arrangiamenti vengono caratterizzati dalla presenza di tre fiati (corno, flicorno e trombone) e da echi di musica antica che si sposano alla canzone. I testi raccontano la dualità, la sospensione e le doppie identità come condizioni naturali di chi crea (“A metà”), l’acqua cheta dell’attesa (“Dorme la luce di ottobre”), la vocazione del ritorno e la maturità come acquisizione di giovinezza (“Eccomi” e “Luna in Ariete”), l’amore (“Nessun tempo si perde”), la maternità (“Il suono che fa l’Universo”), l’Italia e l’attualità (“La parte giusta del mondo” e “Alla Riscossa”).

L’album è stato anticipato dall’uscita del singolo “A metà”, seguito da “Il suono che fa l’Universo” il cui videoclip è stato girato in parte nella splendida Grotta del Nettuno di Alghero e dal terzo estratto “Nessun tempo si perde”.

Etichetta Esordisco
Edizioni | Esordisco
Distribuzione | Audioglobe
Distribuzione Digitale | Believe
Ufficio stampa e Promozione| Big Time – pressoff@bigtimeweb.it
Assistenza Legale | Dike Legal

CREDITI ALBUM “LUNA IN ARIETE”

Testi | Ilaria Patassini
Musica | Ilaria Patassini e Federico Ferrandina (eccetto per “Il Suono che fa l’universo” musica di Ilaria Patassini)
Arrangiamenti | Federico Ferrandina (1,2,3) ; Ilaria Patassini e Vincenzo de Filippo (4,5,6,7,8,9)
Produzione artistica | Ilaria Patassini e Federico Ferrandina
Produzione esecutiva | Acquaria Produzioni

Registrazioni in presa diretta | Tommaso Cancellieri per Abbey Rocchi Studio (Roma)
Assistente alla registrazione | Daniele Zazza
Editing | Pasquale Citera, Home Studio (Roma)
Missaggio | Gianluca Siscaro, Music Village Institute (Roma)
Mastering | Federico Pelle, Basement Studio (Vicenza)

Fotografie | Paolo Soriani “Soriansky”
Grafica e artwork | Sebastian Comelli
Ideazione della cover | Silvia Giambrone
Intervento grafico sulla cover | Laura Capriglia

HANNO SUONATO NEL DISCO:

Ilaria Pilar Patassini – voce (e cori su 8)
Federico Ferrandina – chitarra classica (1,3), chitarra elettrica (2) cori (1)
Antonio Ragosta – chitarra acustica (4), chitarra classica (5,7,9) e elettrica (6, 8)
Vincenzo de Filippo – trombone (1,2,3,4,5,6,8,9)
Angelo Olivieri – tromba (1,2,3,5,6
Lorenzo del Sorbo – corno (4, 5, 6, 8, 9)
Fabrizia Pandimiglio – violoncello (4,5)
Angelo Maria Santisi – violoncello (7,8,9) e cori (8)
Andrea Colella – contrabbasso (2,3,5,6,7,8,9) e basso elettrico (1,4)
Alessandro Marzi – batteria (1,2,3,4,5,6,8,9), chitarra classica (7) e cori (8)
Clio d’Alessandris – cori (2,3,4,5,8)
Sara Franceschini – cori (8)
Teresa Matrone – cori (8)
Ecografo – (ultra)suono (7)

Listen

Tracks

  • 01. Dorme la luce di ottobre
  • 02.  A metà
  • 03.  Eccomi
  • 04.  Pagine già viste
  • 05.  Nessun tempo si perde
  • 06.  Alla Riscossa
  • 07.  Il suono che fa l’universo
  • 08.  La parte giusta del mondo
  • 09. Luna in Ariete

Lyrics

dorme la luce d’ottobre
anche il rumore
è andato in letargo
dorme il rosso il blu
ma non il bianco

fuori adesso è aria
o è vento

nuota il pesce, lento
pensa sia normale
disegnare con la coda
una virgola leggera

resta immobile
a guardare in segreto
quello strano movimento
fuori dal vetro

sotto il ghiaccio fermo
stava cosi’ il tuo cuore
stava cosi’ una rivoluzione
stava cosi’ il mio paese al sole

dorme la luce d’ottobre
anche il rumore
è andato in letargo
dorme il rosso il blu
ma non il bianco

la bianca la nera
l’aurora la sera
il fasto e l’austerità

la luna la terra
la pace la guerra
la pioggia e la siccità

la spina la rosa
la pausa la nota
il petto la schiena
l’alfa l’omega

il falso il vero
la resa il pensiero
l’incontro la fuga
e l’orgoglio, l’orgoglio

quando sono intera sono a metà
la casa è una cometa
una luce portante

quando sono intera sono a metà
la casa è un’altalena
un sorriso del vento

l’orso la grotta il pesce la brocca
il polline che non si posa
e che vola

l’acuto il falsetto
il fachiro nel letto
l’onda che arriva e poi si ritira

sono Sirena, mi mordo la coda
sono una preda luminescente
le gambe le branchie il tuffo
la piuma
l’artiglio le scaglie le ali
la spuma

su uno scoglio
senza branco
senza stormo
non c’è nessuno che
apra la corrente per me
sul fondo
mi conto i battiti del polso
il mio posto più sicuro
resta l’orlo dell’abisso
quando sono intera sono a metà
la casa è una cometa
una luce portante
quando sono intera sono a metà
la casa è un’altalena
un sorriso del vento

ho messo in valigia i maglioni
dei miei passati amori
che ancora tengono caldo
nonostante con loro non parli più

ho messo in tasca gli abbracci
degli amici migliori
che hanno dato un senso
alle domeniche pomeriggio

in questi ultimi anni
ho fatto sogni giganti
cucito e disfatto la tela
uscendo poco la sera

benedetto è stato il dolore
che ha soffiato sul fuoco
fino a bruciarle tutte
le regole del gioco

eccomi
adesso accendo la luce
ho pagato il riscatto
vieni a prendermi a portami a casa
eccomi
ero lontana anni luce
ma vicinissima
solo che non mi chiamavo per nome

la spina difende la rosa
il dubbio innaffia la sete
la muta che lasci alla terra
rinascerà come nuova armatura

c’è un segno sul calendario
un luminoso punto e a capo
che ha fiducia negli anni pari
e in un sorriso corsaro

ho convinto il mio braccio maschio
ho scelto il sasso più bianco
ho provato a farlo nuotare
a rimbalzare e mai affondare

un sasso che corre sul mare
un sasso piatto e caldo di sole
sono io a lanciarlo
lui andrà dove vuole

eccomi
adesso spengo la luce
ho pagato il riscatto
vieni a prendermi e portami a casa
eccomi
ero lontana anni luce
ma vicinissima
solo che non mi chiamavo per nome

vivo ogni volta di nuovo
e ogni volta da capo
ricominciare è un vizio che
non mi riesco a levare

non l’aver amato non l’aver conosciuto
solo l’amare solo il conoscere conta
solo l’amare solo il conoscere conta

fuori da questa stanza cambia e si muove
un colore pastello e fantasma
la fine dell’anno si morde la coda
e chiede più tempo al suo darsi da fare
ha bussato alla porta il proposito buono

il cambio di guardia e di chiave
la candela si è spenta è finita la cera
andiamo in pace è pronta la cena

nella notte
svegli rimangono i sogni
e ricordano al mondo
i progetti del buio
nella notte
tengo al caldo la pelle
e aspetto sia l’alba
per amarti di più

non è poi cosi’ triste quando arriva la sera
sorridere al pensiero di pagine già viste
dove sta la bellezza non è poi cosi’ freddo
dove c’è la bellezza non è mai tanto freddo

nella notte
svegli rimangono i sogni
e ricordano al mondo
i progetti del buio
nella notte
tengo al caldo la pelle
e aspetto sia l’alba
per amarti di più

alla fine ti ho trovato
alla metà del viaggio
che poi forse chi lo sa
qual é la sua metà

all’inizio di un confine
ho disarmato il volo
che a lanciarsi da un gradino solo
non era più roba per me

adesso stendo il lino blu
che profuma di marsiglia
che poi é anche una città
che molto ci somiglia

mi coglie impreparata
quel tuo modo di guardare
con la testa dalla parte
della malinconia
– che tutto spera che tutto sa –

eravamo semplicemente a
tremila leghe in fondo al mare
a deglutire senza respirare
eravamo tenacemente a
tremila piedi in alta quota
a navigare dove non si nuota

la tua mano sulla bocca
distrattamente e sempre
proietta le parole
dove nessuno le tocca

allora compro una vocale
ti abbraccio dalla schiena
ci parlavo da una vita
con la tua lingua segreta
– che tutto spera che tutto sa –

eravamo semplicemente a
tremila leghe in fondo al mare
a deglutire senza respirare
eravamo tenacemente a
tremila piedi in alta quota
a navigare dove non si nuota

sfamami adesso o baciami
che è lo stesso
perditi
che adesso possiamo
anche andare in rovina
e ridere
di tutte le ore passate a
lasciarle passare
e ridere
di tutte le ore passate
per scoprire per tempo
che nessun tempo ci mente
per scoprire per tempo che
nessun tempo si perde

reggicalze santi e draghi
fili d’erba su anulari
largo spazio
all’improvvisazione

fuoco fatuo elementare
l’ acqua in cerca di autoclave
goccia a goccia
nuota in verticale

dimmi adesso se ci credi
e se mai imparerai
che l’universo baro
é un giro di compasso
dove la manica è nell’asso

alla riscossa
mio cuore in assalto
mio sangue pronto e in attesa
di farsi di nuovo affluente

alla riscossa
mia temibile riserva indiana
miei sconfitti cavalli di troia
mia testa d’ariete scomposta
alla riscossa

rasoterra e mani in alto
cosa sarà mai la guerra
poco spazio
all’immaginazione

pellirossa lame treni
attraversano i pianeti
si sdraiano
sui binari e non li vedi

dimmi adesso se ci credi
e se mai imparerai
che l’ala di un gabbiano
é tutto l’universo
e che la chimica
ha un sesto senso

alla riscossa
mia ferita commossa
mio sangue in aceto
che raccoglie il segreto

alla riscossa
mio silenzio capocannoniere
sono io tutti i briganti
contro i mille Garibaldi

alla riscossa
mio paese inventato
da una storia sbagliata
raccontata al contrario

alla riscossa

ed è proprio quando tutti accelerano che io rallento
al mare di lunedì in ottobre secondo
seconda spiaggia del giorno
rallento rallento
indecisa tra privilegio e vergogna io dormo
il seno pieno teso caldo sull’attenti
a benedire i passanti
ho acqua in bocca e un pesciolino
tutto per me

“Lo vede come gli batte il cuore?”
sei una lucina intermittente, Amore
tanto minuscola e al principio primo che
quasi riesco a non darti peso
“Lo sente come gli batte il cuore?”
sei il primo passo sulla Luna, Amore
il suono che fa l’universo
quando esplode e quando sta fermo

il suono tutto dell’universo
quando esplode e quando sta fermo

nella sua cameretta scarna
è apparso sullo schermo
palombaro assicurato da una cima
dalla vita alla parete
tu che non sei ancora tu
ma un quasi forse progetto di te
lillipuziana esplosione nucleare
cesello di rivoluzione
non ancora madre ma matrioska
io nuoto nel mare e tu dentro di me

“lo vede come gli batte il cuore?”
sei una lucina intermittente, amore
tanto minuscola e al principio primo che
quasi riesco a non darti peso
“lo sente come gli batte il cuore?”
sei il mio primo passo sulla Luna, Amore
il suono che fa l’universo
quando esplode e quando sta fermo
il suono tutto dell’universo
quando esplode e quando sta fermo

ed è proprio quando tutti accelerano
che io rallento
ho acqua in bocca e un pesciolino
tutto per me

io sono nata nella parte giusta del mondo
io la mattina mi sveglio
e mi spremo le arance che voglio
organizzo una festa per il mio compleanno
e chiedo a tutti di portare qualcosa

a mie spese ho imparato che significa bruciare
e anche ad aspettare tre ore dopo il pasto
mi sono poi tuffata nella parte bassa delle onde
scordandomi gli occhiali sulla faccia

io sono una persona fortunata benché questo non mi piaccia
e nonostante le proteste della piazza
sono una persona fortunata
ho la carta mille miglia e la copertura sanitaria

chi sa darla e bere ha il suo quarto d’ora in cima
ma se quello è il suo talento perché stare a giudicare
qui nella parte giusta lo sbagliamo il congiuntivo
perché a usarlo bene fa un po’ troppo intellettuale
io sono una persona fortunata
e so bene che il lunedì i teatri e i parrucchieri sono chiusi
sono una persona fortunata posso vivere al di sopra
delle mie fottute possibilità

nella parte giusta del mondo ci si può scordare tutto
parcheggiare in seconda fila perché tanto la metro non passa
siamo la parte franata di una collina
e anche stavolta daremo la colpa alla pioggia
perché “adesso e ora” è tutto quello che conta
perché il “tanto e’ lo stesso” fa rima sempre con “adesso”

io dico quello che penso
ma non lo scrivo sempre su Facebook
sono una persona reazionaria
mia madre una volta ha detto “ti hanno addomesticata”
ho capito che era vero e quindi ho smesso

sono bianca e vaccinata a Roma sono nata
dove sta la mia famiglia numerosa e che mi ama
io sono nata nella parte d’Europa del mondo
che è su un piatto pronta ad essere mangiata

sono luna in ariete
impulsiva creatura
non inganno non mordo
non rimuovo, ricordo

se l’immaginazione
è più forte del sogno
apro gli occhi e mi penso
lontana dal giorno

sono calma apparente
Biancaneve che mente
che ha solo finto
di mangiare la mela
per poi sputarla
di nascosto e tutta intera

la mia luna in ariete
non ammette fermate
tra la rabbia e la sete
tra il movimento e la quiete

con la luna in ariete
non ti serbo rancore
ma se proprio ci tieni
farò un’eccezione

sono terra in attesa
che profuma e riposa
maldestra sirena
che nessuno la sposa

sono luna in ariete
fortemente soggetta
a claustrofobie
e colpi di testa

non puoi chiudermi a chiave
da nessuna parte
parto quando mi pare
che sia Giove o sia Marte

sono calma apparente
Biancaneve che mente
che ha solo finto
di mangiare la mela
e di avere paura della strega

carnivora rosa
che lotta e riposa
ora prendo la mira
per sfondare la porta
e se abbasso la testa
è solo per la rincorsa

sono luna in ariete
e ho molta fretta
di poterti cantare
finalmente me stessa

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